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  • Fiorentina, Paulo Sousa: il George Clooney viola

    Fiorentina, Paulo Sousa: il George Clooney viola

    • L.C.
    Charme ed eleganza, una sorta di George Clooney della panchina. Nel suo primo giorno da allenatore della Fiorentina Paulo Sousa – tanto per utilizzare un’espressione televisiva molto cara ai politici – ha «bucato lo schermo». Se ci fossero state le primarie per scegliere l’allenatore viola probabilmente le avrebbe vinte lui: i complimenti al suo predecessore («sono un ammiratore di Vincenzo, ha fatto un calcio molto coraggioso e non lo stravolgerò»), l’umiltà di non fare proclami («sono qui anche per confrontarmi con i grandi mister che ci sono nel campionato italiano»), i richiami continui alla passione, all’ambizione, al coraggio, al non porsi limiti.
    E poi, scrive il quotidiano Corriere fiorentino, quella strizzatina d’occhio che non guasta mai: «Firenze è una città d’arte, di intelligenza e credo che abbinare arte e intelligenza possa aiutarci a raggiungere cose belle». Insomma,primo esame – probabilmente il più facile –  superato. Anche se quel sorriso sornione e affascinante è riuscito a coprire solo in parte i grandi interrogativi che accompagnano la nascita della Fiorentina alla portoghese. La squadra sarà stravolta o servirà solo qualche innesto? Le esigue risorse del club gli permetteranno di avere una rosa competitiva? Con lui la Fiorentina riuscirà a mantenere i livelli di gioco e di risultati raggiunti con Montella? Per ora Paulo osserva e annota, con il piglio e il carisma del primo della classe. Lo sa bene, nel calcio esiste una sola legge. E George Clooney, quello vero, la sintetizzerebbe così: no gol, no party.

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