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  • Timossi: e noi che dubitavamo di Sarri...

    Timossi: e noi che dubitavamo di Sarri...

    No, non mi piace questo campionato senza padroni. Non lo dico perché voglio andare controcorrente, per forza e comunque, sempre. Non mi piace davvero, lo trovo anche più retorico del solito. Trovo invece che, quest'anno, sarebbe molto più facile capire e dire come potranno andare le cose: che la Roma e poi l'Inter avessero investito meglio degli altri, che fossero le squadre favorite nella corsa Scudetto, si poteva dire già alla fine dell'ultimo calciomercato. Non significa che vinceranno per forza, ma sono comunque le più attrezzate per centrare l'obiettivo. 

    Certo, una sorpresa c'è ed è il Napoli. Meglio, il Napoli allenato da Sarri. Gioca il miglior calcio del momento, non c'è Fiorentina che tenga. Vedere, sui monitor della Domenica Sportiva, il sorriso spontaneo, gentile e onesto del Compagno Maurizio mi ha commosso. Commosso, lo dico seriamente, perché è l'emozione che ho provato, cosa che non mi succedeva da un pezzo per un evento calcistico. Figuriamoci per un'intervista del dopo partita. 

    Sono felice che Sarri non sia andato al Milan, non perché ce l'abbia con il povero Diavolo, ma perché sono certo che l'allenatore sarebbe rimasto intrappolato nei tranelli della decadente corte del Cavaliere decaduto. Sarri, nato a Napoli perché all'Italsider di Bagnoli lavorava il babbo, figlio di operai toscani, cresciuto in Toscana, a Milano avrebbe fatto la stessa vita agra del suo conterraneo Bianciardi. Temevo che stessa sorte gli sarebbe toccata a Napoli, schiacciato più dagli alterni umori del presidente De Laurentiis che dalle ansie da prestazione dei suoi tifosi. Invece no. Sarri è talmente onesto intellettualmente ed è così bravo tatticamente che ha conquistato tutti, non subito, ma dopo neppure due mesi. Il cuore del napoletani farà il resto. 

    Lui, il Compagno Maurizio, è la vera sorpresa di campionato che vede sempre la Roma favorita per la vittoria finale. E mostra l'Inter quale prima alternativa. Una stagione dove il Milan sarà sempre il Milan, perché 90 milioni e un bravo allenatore non bastano per sistemare anni di sciagure. Perché la Juve di soldi ne ha comunque spesi di più, almeno 120 milioni, puntati sulla scommessa che un anno di transizione possa servire  per programmare un altro ciclo di vittorie. 

    Ci siamo dimenticati della Fiorentina capolista? No, insisto, credo che farà bene. Potrà arrivare tra le prime quattro e sarebbe già un ottimo risultato, visto le premesse estive e gli errori dei suoi manager: dalla gestione del caso Montella, passando all'affaire Salah. La Fiorentina ha fatto una buona prestazione all'esordio con il Milan e un'altra prestazione difficile da ripetere con una sciagurata Inter. Però i viola hanno anche vinto e sofferto con il Carpi e contro un Genoa spuntato. E hanno ceduto il passo all'unico vero avversario incontrato in Europa. No, la terza squadra di Lisbona, il Belenenses, non può considerarsi un test attendibile se si è vista la partita. E qualche dubbio resta anche dopo la vittoria contro l'Atalanta, affondata dal colpo a freddo rigore ed espulsione. Paradossale analizzare così il cammino della capolista? Forse, magari ha ragione l'amico viveur @MariJFDESiani. Lui, dopo l'ultimo successo viola, mi ha sollecitato gentilmente su Twitter. Come? Ricordandomi di aver detto e ribadito (sugli schermi di Mtv) che allenatori come Paulo Sousa si possono trovare anche in Italia. Potrei aver sbagliato, ma anche no. Perché tutto questo gioco raffinato e questo pressing alto di Sousa io non l'ho ancora visto. E perché se il sorriso fanciullesco di Sarri mi commuove, la doverosa educazione del portoghese è apprezzabile, ma certo non può emozionarmi. Insomma, me ne sbatto e forse fa nascere in me anche una spontanea diffidenza. 

    Ora, per tornare a bomba, ripeto: questo campionato senza padroni mi infastidisce. Perché? La serie A è già povera di campioni e il calcio è un gioco di squadra e trovare la squadra-fuoriclasse dovrebbe appassionare chi ama il football. Non c'entra il tifo, parlo di amore per il gioco. Per questo si può apprezzare l'Inter ammazza tutto di Mourinho o la Juve serial killer di Conte. Per questo spero che il campionato trovi presto un padrone. E, visto che credo nella dialettica servo-padrone di Hegel e poi Marx, sapete che vi dico ? Vorrei che stavolta il padrone fosse Sarri, il compagno lavoratore. Sarebbe quasi una rivoluzione. 

    Giampiero Timossi

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