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  • Pernambuco: il calcio e' magico e pulito!

    Pernambuco: il calcio e' magico e pulito!

    I pessimisti esagerano. Vedono tutto nero. Per loro il calcio attraversa davvero un periodo critico. Mettono insieme lo scandalo Fifa, Blatter dimissionario ma ancora al comando, mezza Lega pro inabile ad iscriversi al prossimo campionato per impossibilita' di ottenere le necessarie fideiussioni bancarie, partite comprate di ieri, oggi e domani, indagati eccellenti ( da Conte a Colantuono). E un intero campionato di B taroccato grazie a Pulvirenti e soci.

    A tutti questi profeti di sventura vorrei lanciare un messaggio di speranza e ottimismo. E' inutile scandalizzarsi per mazzette nei doppi fondi degli uffici catanesi, dannoso pensare che il far play finanziario abbia subito un duro colpo dalla recente sentenza di Bruxelles, assolutamente riprovevole criticare gli spasimi di Macalli e le incertezze di Palazzi sui calendario l' improvvido meccanismo dei ripescaggi.

    Tutto questo pessimismo e' dannoso perche' il calcio, soprattutto il nostro, sta dimostrando di avere in se stesso gli anticorpi per reagire. Pianificazione, regole certe, riforme, trasparenza? Tutte balle! Astrazioni e complicazioni per tecnici astrusi. La soluzione a queste quisquiglie e' dietro l' angolo. Trattasi della maga Stefania, quella di Lotito, quella che ha fatto vincere sei partite di fila alla Lazio e ha permesso al Catania di restare in B. Gli inquirenti ritenendo che le conversazioni fra Lotito e Pulvirenti appartenessero ad un mondo di adulti razionali e vaccinati, pensavano a una formula in codice. Macche! La maga Stefania con amuleti e pendolini esiste davvero. Ai suoi accusatori il furbo Lotito ha metaforicamente esibito il gesto dell'ombrello. D' altra parte quel gentleman di Liedholm faceva le formazioni col mago di Busto Arsizio nello spogliatoio, Trapattoni girava con l' acqua benedetta, Pugliese spargeva un po' di sale sull' erba prima di far zampettare il gallo multicolore in mezzo al campo.
    Tra nuove tecnologie e tabelle digitalizzate, diete computerizzate e manager di grande spessore, da noi trionfa ancora il DNA d' un calcio ancestrale da pensiero magico contadino, con accenti di rozzo e verace realismo.

    Modernizzazione, cambiamento, regole ? De che! Al massimo qualche selfie o tweet di troppo. Platini, i nuovi stadi, calendari ripensati, conti in regola? Per favore, lasciate fare a Tavecchio e Lotito, al gatto e alla volpe, alla Sibilla di Cuma e a quella delfica. Il calcio del futuro ha il volto di Lino Banfi, ovvero Oronzo Cana', l'allenatore nel pallone.

    Fernando Pernambuco

     

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